(Verse 1)
Non ti hanno detto la verità.
Ti hanno insegnato a cercarla
in libri chiusi, voci lontane,
ginocchia piegate, mani verso il cielo.
Ma la verità non si annuncia con trombe.
Non ha bisogno di prove.
Lei…
lei aspetta in silenzio,
nel posto dove hai smesso di guardare:
dentro.
(Verse 2)
Hai camminato per anni,
con le mani vuote, e il cuore pieno di domande,
chiedendo: “Dov’è la luce?”
mentre eri tu,
a tremare
come una candela,
che non sa di bruciare.
(Chorus)
La verità non si impara.
Si riconosce.
Come il nome che tua madre ti ha sussurrato,
prima ancora che tu nascessi.
Come il respiro che torna
dopo aver trattenuto il fiato per paura.
La verità non si conquista.
Si ricorda.
E tu…
tu la stavi già vivendo,
mentre la cercavi.
(Verse 3)
Non c’è un momento “prima” e “dopo”.
C’è solo il battito in cui smetti di fuggire,
e dici: “Ah. Eccoti.”
Non una rivelazione —
ma un abbraccio con ciò che non è mai andato via.
(Bridge)
E se ti dicessi che non sei perso?
Che il caos era solo il guscio, che si rompeva?
Che ogni volta che hai pianto, “Perché non capisco?”
stavi già capendo…
in un linguaggio che il mondo non ti ha insegnato,
ma che il tuo spirito conosce da sempre?
((Final Chorus – voce più forte, poi si spegne))
La verità non si impara.
Si riconosce.
Nel silenzio dopo il grido.
Nel vuoto dopo l’addio.
Nel gesto che fai,
senza chiederti “perché”.
La verità non si cerca.
Si incontra.
E ti dice:
“Non sono mai stata altrove.
Sono sempre stata te.”
((Outro – sussurrato, con un respiro))
Sì…
già, te.
già, vero.
già, ora.


